lunedì, febbraio 19, 2007

Sottolineature

Ho recuperato in cantina un libretto di racconti. L'ho preso perchè sono della lunghezza giusta per leggerli in dieci minuti di metro e perchè ce n'era uno di Buzzati. C'è una cosa che mi ha colpito: le sottolineature.
Era un libro che leggevo quando avevo 15 anni, e sottolineavo tutto con le curvette, pallini striscioline. Ho poi preso un libro che sto leggendo adesso. Tutte righe dritte, fatte col righello.
Mi sa che ora sono adulto.

lunedì, febbraio 12, 2007

Razzi fotonici


Se c'è una parola che mi fa paura è la parola nostalgia; perchè è una parola che punta nella direzione opposta alla vita, perchè mi ricorda il saluto romano e perchè nostalgia canaglia è una canzone di Al Bano.
Però a volte mi viene da pensare a quando ero piccolino; per quando ero piccolino intendo quando sei abbastanza alto da arrivare sulla punta dei piedi a vedere cosa mamma sta facendo da mangiare, ma non di più. Quando l'acquolina è acquolina ma si scrive senza c, quando la paura è paura ma poi fa ridere, quando papà puzza di dopobarba.
Ecco, quel piccolino.
Quando ero piccolino le macchine per strada avevano una faccia; i fari erano gli occhi e la targa la bocca, e c'erano macchine sceme, buffe, cattive o belle.
Gli aerei passavano sopra la testa e si nascondevano nei tetti delle case e io mi chiedevo quanti aerei dovevano esserci nei tetti delle case.
C'era pane e formaggino, e c'erano pure i razzi fotonici. La cosa bella dei razzi fotonici era che nessuno sapeva come erano e come funzionavano e grazie a Dio nessuno ce l'ha mai spiegato. Così ognuno di noi aveva i suoi razzi fotonici. Dopo merenda a scuola facevamo la guerra galattica tra i banchi e io usavo sempre i razzi fotonici. Non importava se partivano da un pennarello, dal dentifricio o dal mio dito ma io i razzi fotonici li lanciavo veramente infatti i miei amici si ferivano e poi loro sparavano i loro razzi fotonici dal Kinder 5 cereali.
Io mi ricordo che i razzi fotonici li vedevo davvero, ma ora se provo a ricordarmeli com'erano non ci riesco; e forse proprio perchè non ci riesco dico che non esistono.
Forse per questo che ho un pò di nostalgia di quando ero piccolino; quando hai sei anni il sole ride e le case hanno tutte il camino, il mondo è grande e bello, la pioggia punge e la neve si mangia.
E ci sono i razzi fotonici.

venerdì, febbraio 09, 2007

Palotraversaincrocio

Quando facevo le medie andavo a giocare tutti i pomeriggi all'Elbi; l'Elbi era il campo da calcio abbandonato di noi ragazzi delle medie. Ci andavi talmente spesso che ormai bastava dire Allelbi tutto attaccato che riunivi 4-5 cristiani per una tedesca. Se eri fortunato ne tiravi su venti e ti facevi le megapartite da 3 ore che manco San Siro. In realtà era più che un campo da calcio: era il posto dove ci si andava a picchiare dopo la scuola e a fare l'amore per la prima volta con Diana.

Noi giocavamo e sudavamo e puzzavamo e le ragazze non dicevano niente perchè lì era territorio nostro dei maschi.

Era il posto dove anche se non volevi diventavi grande.

Ora c'è il parcheggio della metropolitana e sinceramente ora non so dove i ragazzi delle medie diventano grandi.

Un giorno sono andato da solo a giocare Allelbi perchè non avevo i compiti; da solo potevo giocare soltanto a palotraversaincrocio che è un gioco che puoi fare solo almeno in due perchè sennò se va fuori devi andarti a prendere la palla.

Ero lì che tiravo e mi raccoglievo la palla quando è arrivato Enzo Anelli III C. Enzo Anelli era uno delle popolari, il ragazzo più temuto della scuola, almeno da quando suo fratello Aldo aveva finito; con gli altri ragazzi ti prendevi a botte, con Enzo Anelli ti prendevi botte. Non c'era niente da fare, se ti puntava facevi prima a farti picchiare.

Ero lì che tiravo e mi raccoglievo la palla quando è sbucato dagli arbusti Enzo Anelli. Non sto a raccontarvi l'emozione, ma immaginate di esser partiti per le vacanze e posate le valigie in albergo vi accorgete di aver lasciato aperto il gas: ecco.

Questo arriva con la sua andatura da ragazzo delle popolari e mi dice: 'zzo fai, Vacca? (che è la prima parte del mio cognome). Mi sudavano le ginocchia; che gli dico? Avevo il pallone comprato al Continente 3 settimane prima e mi dispiaceva doverglielo cedere; allora che ho fatto, visto che tanto di botte ne ho sempre prese gli faccio: mah, mi stavo facendo un palotraversaincrocio, giochi?

Boh, forse non se lo aspettava, ma accettò contento. E andò pure in porta.

Il primo tiro fu un bel tiro pavido tra i rovi dietro la porta. Ero già pronto ad immolarmi per il mio bene tra le ortiche quando vedo Enzo Anelli andare a raccogliere il pallone.

Che soddisfazione: Enzo Anelli era andato a raccogliermi il pallone del Continente dietro la porta.

Abbiamo poi giocato un'oretta insieme: mi faceva ridere (ma non lo facevo trasparire) vedere Enzo Anelli tirare delle bombe pazzesche, tutte storte. Forse era questo il motivo per cui era così irascibile: era forte ma tirava storto.

Dal giorno dopo non sto a dirvi che fummo amici che non è vero; semplicemente incominciò ad ignorarmi, ed era già un onore se eri un secchione.

Ci ho spesso ripensato a quella cosa; magari a volte invece che scappare o fare a botte basta un palotraversaincrocio e anche i ragazzi più violenti si fanno un'oretta di amicizia.

Mah, chissà...

giovedì, febbraio 08, 2007

Quando uno inciampa nei codici di verifica.

Ho provato ad aprire tipo 4 volte un blog.
Ogni volta poi smettevo di pubblicare roba perchè penso non mi piacesse il nome del mio blog.
Anche stavolta stavo per dargli il solito nome filosofico oppure supermachometallaroincazzuso.
Poi ho scoperto pneidene, ed è stato amore.
Grazie codici di verifica.