lunedì, marzo 19, 2007

Ginocchia sbucciate


L'altro giorno sono caduto dalla bici. Volevo fare una curva stretta e veloce, un pò per fare il figo e sono scivolato per terra, proprio in mezzo alla strada. Meno male che non passavano macchine...
Non so...ogni tanto me lo chiedo...ma chi me lo fa fare?
In bici fa freddo, respiri della roba grigia, le macchine ti sfiorano gli stinchi, scivoli per terra e ti sbucci le ginocchia.
La sera stessa, tornando a casa, ho fatto un pezzo di strada insieme a Riccardo, tutti e due in bici; abbiamo pedalato tra la folla assopita di via Garibaldi, facendo lo slalom tra la gente. Il tramonto era caldo e più di una stella ricamava il cielo. Parlavamo a rate perchè per evitare un passeggino o una coppia di ragazzi abbracciati dovevamo allontanarci, poi ad un certo punto, ci siamo messi a parlare da un lato all'altro della via.
Ho capito il segreto della bicicletta: la compagnia.
In macchina sei solo, i sedili vuoti al tuo fianco non fanno che confermarlo. Una tonnellata e mezzo di acciaio e vetro ti separa dal mondo e dal cielo. Ti svegli solo, mangi da solo, viaggi da solo, lavori di fronte ad un computer, e sei solo.
Pedalando ho scoperto che vicino piazza Statuto stanno ristrutturando una palazzina liberty e ne faranno un centro culturale, poco prima, in piazza Bernini un uomo è da poco diventato papà, una signora grassa parla con un'amica mentre il suo cane annusa il semaforo e la guarda.
E poi ci sono le ragazze: le guance e le mani rosse, la molletta sulla gamba destra e il cappottino lungo, il berretto da peruviana a coprire le orecchie, gli occhi lucidi. Noi in bicicletta abbiamo tutti gli occhi lucidi, e poi ci cola il naso, è il nostro marchio di fabbrica.
Si, è vero, ogni tanto ci puzzano un pò le ascelle e ci sbucciamo le ginocchia, ma ci divertiamo un casino. Ci concediamo un lusso strano e affascinante: passeggiare.