lunedì, luglio 02, 2007

Magica Emy.











"..Nel sonno Beppone
Che più non russava
Il naso arricciava
Rideva sognava
Sognava una piuma
Un fiocco di neve
Un petalo di rosa
Caduto dal ciel.

Un lallà un lallà un lallalà
Questo è il valzer
Del Moscerino
un lallà un lallà un lallalà
questo è il valzer
Che fa lallalà..."

Ieri sono stato per la prima volta nella mia vita ad un concerto di Cristina D'Avena.
Ho ventisei anni.
Eravamo un migliaio, età media 22 anni.
C'era qualche cucciolo in spalla a madri e padri a loro volta di 25-30 anni.
Ho perso la voce nel cantare, ho addirittura urlato "Cristina ti amo".
Me lo portavo dentro da quasi vent'anni.
Ho visto ragazze piangere ascoltando "Piccoli poblemi di cuore".
C'erano una ventina di adulti vestiti da cartone animato.
C'erano persone alte, basse, magre, grasse belle e brutte. Ricchi e meno ricchi, stronzi, dolci, intelligenti o un pò tonti.Metallari e tunzettari. Biondi, bruni, con gli occhiali o senza capelli.
Eravamo tutti là, raccolti sotto un palco tutti insieme, legati l'un l'altro da una delle due cose al mondo che rende tutti gli uomini uguali. Essere stati bambini.
C'erano i giochi in cortile, i viaggi insieme in pullman, le merende del pomeriggio, le battaglie dei robot o lo shopping delle barbie. C'erano le ginocchia sbucciate, le ascelle sudate e i baci sulla guancia. C'erano i "vuoi essere la mia fidanzata? si - no. Fai una croce sulla scelta". C'erano "ma quanto è difficile il passato remoto e la prova del nove...".
C'erano quelle giornate lunghissime vissute senza chiedersi: e domani cosa accadrà?
C'era Cristina che cantava. Stupenda. Tutte quelle smorfiette e quelle mosse, quel sorriso disegnato tra le guance. Ora che sono grande mi fanno ridere come quelle canzoni che cantavo da bimbo.

Cristina è il ricordo di un tempo in cui i bambini venivano considerati bambini.

"Mille stelle dal tuo cilindro
volan fuori come farfalle
han formato l'arcobaleno
tutto splende oh che incanto"