lunedì, settembre 15, 2008

Le due pagine più belle che abbia mai letto.

Negli anni della maturità pochi uomini sanno, in fondo, come son giunti a se stessi, ai propri piaceri, alla propria concezione del mondo, alla propria moglie, al proprio carattere e mestiere e loro conseguenze, ma sentono di non potere più cambiare di molto. Si potrebbe sostenere persino che sono stati ingannati; infatti è impossibile scoprire una ragione sufficiente per cui tutto sia andato proprio così come è andato; avrebbe potuto anche andare diversamente; essi hanno influito pochissimo sugli avvenimenti, che per lo più sono dipesi da circostanze svariate, dall'umore, dalla vita, dalla morte di tutt'altri individui; e solo in quel dato momento si sono abbattuti su di loro. Quand'erano giovani la vita si stendeva loro dinanzi come un mattino senza fine, colmo di possibilità e di nulla, e già al meriggio ecco giungere all'improvviso qualcosa che pretende di essere ormai la loro vita; e tutto ciò è così sorprendente come vedersi davanti tutt'a un tratto una persona con la quale siamo stati vent'anni in corrispondenza, senza conoscerla, e ce la siamo immaginata completamente diversa. Ancora più strano, però, che quasi nessuno se ne accorga; adottano la persona che è venuta a loro, la cui vita si è incorporata alla loro vita, giudicano le sue vicende ed esperienze ormai come le espressioni delle loro qualità, e il suo destino diventa merito o disgrazia loro. Qualcosa ha agito nei loro confronti come la carta moschicida nei confronti d'una mosca; qui ha imprigionato un peluzzo, là ha bloccato un movimento, e a poco a poco li ha avviluppati, finchè son sepolti in un involucro spesso che solo vagamente corrisponde alla loro forma originale. E non hanno più che un ricordo confuso della giovinezza, quando c'era in loro come una forza opposta. Quest'altra forza tira e frulla, non vuol mai sostare e turbina in tentativi di fuga senza scopo; i sarcasmi della gioventù, la sua ribellione contro l'ordine, la sua tendenza a tutto ciò che è eroico, all'abnegazione e al delitto, la sua gravità ardente e la sua incostanza - tutti questi non sono che tentativi di fuga. In fondo quei tentativi voglion dire soltanto che nulla di ciò che il giovane intraprende appare univoco e dettato da un'esigenza intima, anche se lo manifestano in modo da far credere che tutte le imprese in cui egli si getta siano assolutamente improrogabili e necessarie. Qualcuno inventa un bel gesto nuovo, interiore o esteriore...come chiamarlo?Un gesto vitale? Una forma in cui il sentimento intimo fluisce come il gas in un pallone? Un'espressione della pressione interna? Una tecnica dell'essere? Può trattarsi di una nuova moda di baffi o di un pensiero nuovo. È un fatto teatrale, ma come tutti i fatti teatrali ha naturalmente un senso, e tosto le anime giovani vi piomban sopra, come i passeri dai tetti quando si offre loro il mangime. Basta immaginarselo: quando fuori un mondo opprimente grava sulla lingua, sulle mani e sugli occhi, il gelido paesaggio lunare di terra, case, costumi, immagini e libri - e dentro non v'è altro che una nebbia mobile e fluttuante: quale felicità dev'essere se qualcuno vi mette davanti un'espressione in cui si crede di riconoscere se stessi. Non è naturalissimo che l'uomo appassionato si impadronisca di questa nuova forma ancor prima degli uomini comuni? Essa gli dona il momento dell'essere, dell'equilibrio di tensione tra l'interno e l'esterno, tra l'esser schiacciato e il dissolversi. Solo da questo dipende - pensò Ulrich, ed è ovvio che la cosa toccava personalemente anche lui; teneva le mani in tasca e aveva sul viso una felicità assorta e sonnolenta, come se nei turbinanti raggi del sole stesse dolcemente morendo assiderato - solo da questo dipende il fenomeno sempre ripetuto che si chiama nuova generazione, padri e figli, rivoluzione spirituale, cambiamento di stile, sviluppo, moda e rinnovamento. Ciò che di questa smania di rinnovar l'esistenza fa un moto perpetuo è semplicemente il guaio che tra il nostro io nebuloso e l'io dei predecessori, ormai consolidato in una forma estranea, s'inserisce un gruppo di anime che s'adatta più o meno. E a ben guardare, si può sempre scorgere nell'ultimo avvenire appena avverato il futuro tempo antico. Le idee moderne sono poi soltanto di trent'anni più vecchie, ma appagate e un pò ingrossate e sciupate, così come accanto al viso sfavillante di una fanciulla si scorge quello spento della madre; oppure non hanno avuto successo, sono consunte e raggrinzite, ridotte a un progetto di riforma sostenuto da un vecchio matto che i suoi cinquanta ammiratori chiamano il grande Tal dei Tali.

Robert Musil - L'uomo senza qualità Einaudi - Trad. di Anita Rho

mercoledì, settembre 03, 2008

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