mercoledì, aprile 08, 2009

A Gerardino.

Per Gerardino

Gerardino, sei anni, dormiva sereno.
Anche ieri notte aveva vinto la battaglia contro i mostri del soffitto. Quelli che venivano a trovarlo non appena la mamma se n'era andata: il drago Calogero, la strega Megera con il corvo Meschino, il lupo Bernardo e tutti gli altri. Ormai era diventato un cavaliere senza paura, ormai era grande.

Mica quando era piccolino.

Quando aveva tre anni la mamma lo accompagnava a letto e lui si coricava sotto le coperte. Poi mamma lo salutava con un bacio sulla fronte e se ne andava. Era in quel momento che i mostri venivano a fargli la guerra. Bastava una debole luce che filtrasse dalla finestra e per loro il gioco era fatto. Calogero era il primo ad arrivare, e poi di seguito Bernardo, Megera e tutti gli altri. Correvano sul soffitto, sui muri e facevano di tutto per spaventarlo. All'inizio era stato bruttissimo: Gerardino si rintanava sotto le coperte, tutto tremante, con il nasino appena fuori; li guardava e diceva, a bassa voce, singhiozzando: andate via, andate via, vi prego..
Ma loro restavano lì, a scorrazzare indisturbati per i muri. A quel punto Gerardino non ce la faceva più: chiamava disperato la mamma che correva ad aiutarlo, per fortuna, con una carezza o una storiella allegra. E allora i mostri, spaventati dalla luce e dalla mamma, scappavano via.
Un giorno che i mostri erano stati particolarmente cattivi era arrivato persino papà. Gerardino si ricordava ancora di quella volta: papà si era seduto al suo fianco e gli aveva detto che per essere un vero cavaliere coraggioso doveva imparare ad affrontare i mostri senza paura, invece di chiedere aiuto alla mamma.
Papà aveva ragione; quei mostri in realtà erano dei grandissimi fifoni! Bastava tirare fuori la spada di legno e qualche parola coraggiosa e loro scappavano a gambe levate lungo il muro fin dietro l'armadio. Negli ultimi mesi Gerardino era diventato talmente bravo che i mostri venivano solo a trovarlo per fargli qualche scherzo divertente. Non erano poi così antipatici, dopo tutto. Certo, erano brutti brutti, ma ormai Gerardino non ci faceva caso. Quando era troppo stanco gli dava quattro colpi di spada sul sedere e loro correvano dietro l'armadio. Così lui poteva addormentarsi.

Ma purtroppo non bisogna mai fidarsi dei mostri.

Ieri notte Gerardino dormiva sereno. Il nasino appena fuori dalle coperte. Sogni di dinosauri e di ippopotami gentili.
Forse li ha fatti arrabbiare o forse preparavano già da tempo la loro vendetta.
Sono usciti tutti quanti da dietro l'armadio, correndo, sbuffando, gridando. Erano i soliti insieme a tanti altri che Gerardino non avrebbe mai potuto immaginare. Erano talmente numerosi che al loro passare la terra ha cominciato a tremare fortissimo. E tremava, tremava.

Ma Gerardino dormiva. Vigliacchi.

Mentre lui sognava gli sono saltati addosso portandosi dietro il soffitto, i muri, anche il pavimento; e se lo sono mangiato.
Vigliacchi.
Si sono mangiati un piccolo cavaliere senza paura.

Ora Gerardino è salito in cielo, abbracciato a un palloncino.
Lassù, per fortuna, nessun mostro viene a mangiarti mentre sogni.

Ciao Gerardino.

per tutti quei bambini che sono saliti in cielo, l'altra notte.